Canzoniere minimo leggero

Jazzy

Lorenzo Hengeller

 12,00

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“Canzoniere minimo leggero” (Polosud 2010), che si avvale della partecipazione di ospiti importanti (fra cui Stefano Bollani e Gianluca Guidi) e di quattordici canzoni che descrivono con giocosa e deliziosa ironia la vita quotidiana di tutti noi, tratteggiando i personaggi e le situazioni che ci circondano con la vitalità leggera e colta del jazz e l’ispirazione di Renato Carosone, Gorni Kramer, Lelio Luttazzi e il Quartetto Cetra.

Con il terzo disco “della maturità”, Lorenzo Hengeller riporta Napoli nel pieno dell’Italia di oggi, acchiappandola e spingendola al meglio fra le sue umanissime contraddizioni, grazie all’agilità sorridente e attenta del musicista-narratore di razza.

 

Il titolo del disco è un omaggio a Giorgio Gaber e alla sua trasmissione “Canzoniere minimo” del 1963; la copertina riprende invece la grafica del disco precedente, ispirata alle opere di Saul Bass, il designer newyorkese “che ha fatto diventare le sequenze introduttive dei film una forma d’arte” lavorando per Preminger, Hitchcock, Kubrick.

 

Qualche riga sulle canzoni:

 

Tassista: storia vera, un tassista che ho fermato a Napoli. Inquietante! Invece del solito cantante neomelodico a palla, dalla radio ascoltava Debussy. Mi seggo e vedo sul cruscotto un libro: “La recherche” di Proust. Mi scruta tutto il viaggio dallo specchietto con piglio psichiatrico e pensoso. Insomma un intellettuale al volante!
Superenalotto: un’inaspettata vincita porta al riavvicinamento di un sedicente compagno di scuola elementare, tale Pio (interpretato da Gianluca Guidi), che fa richieste economiche cui si aggiungono insoliti desideri dei famigliari. Forse era meglio non aver vinto e viva la solitudine!
Il mangiatore di tabacco: ballad in duo, un po’ Broadway e un po’ Quentin Tarantino. Una sposa va all’altare mentre il suo vero amore, che si scopre essere il padre del bimbo che lei porta in grembo, non è al suo fianco ma su una panca della chiesa che mastica tabacco.
Ricordi..Rai!: tributo alle sigle televisive Rai degli anni Sessanta-Settanta, partendo dalla più connotata e  bella, quella di fine programmi che comincia con una tromba in solitudine.
Veteroplayboy: duetto con Stefano Bollani, stavolta cantante! Un anziano imbonitore, un po’ à la Gastone di Petrolini, mai domo nell’accaparrarsi donne a getto continuo. Ovvero la parodia del tipico italiano attuale: un modello di anziano piccolo, ricco e sessualmente attivo, senza preoccupazione di risultar patetico.
Lezioni di piano: incontro tra un pianista e una turista che vuole sempre cantare. Doppi sensi alla Armando Gil e nella tradizione di Pisano e Cioffi.
Edizione Tg Regionale: finta notizia letta da una vera giornalista del TgR Campania.
Guapparia 2000: alla morte di Mario Merola, il sindaco Iervolino disse che “la guapparia” è un valore importante per i Napoletani. Mah! Ecco quindi la storia del nuovo guappo napoletano, tutto griffes e scooterone, incentivato a non studiare dal successo degli attori di “Gomorra”. Si sente modello: “Napoli è come una deriva esotica”, canta, ma poi muore sparato con la testa nella pizza!
Che afa fa: omaggio ad Anita Ekberg e alla Dolce Vita. Si gioca sul titolo che in napoletano veloce significa “che vuoi fare?”.
Primario: ritratto cinico del tipico medico sadico e disposto a tutto per il proprio successo: sente e balla il disco samba in corsia tra malati terminali e trapianti. Ovviamente si cita “Il Tersilli” di Alberto Sordi.
Cento…da questo giorno!: intermezzo capovolto del “Tanti auguri” ma reso al contrario. Da usare quando il festeggiato è odiato e gli si vuole augurare il peggio. è citata la sonata di Mozart K309.
Nostalgia per la musica: omaggio a Lelio Luttazzi con un suo pezzo presentato a Studio Uno.
Na’ cosa tosta: musica originale su testo di Eduardo Scarpetta, una vecchia poesia che mi diede il compianto nipote Mario.
Musetto: strumentale tratto dal noto brano di Domenico Modugno. Un omaggio al Quartetto Cetra e a Virgilio Savona, miei fari illuminanti!
Caccioppoli vs. Gould: strumentale in cui ho immaginato un incontro impossibile tra il matematico napoletano e il pianista canadese, che trovo molto simili per paturnie e destini!

Lorenzo Hengeller

A dispetto del cognome è napoletano. Ama suonare e lavorare per il pop e per il jazz, ma anche scrivere testi e musiche per il teatro e la televisione. Ha cominciato suonando nei locali della sua città. Ha lavorato per Aurelio Fierro, Valentina Stella, Nello Daniele, Nino Buonocore, Paolo Fresu, Carlo Lomanto, Roberto del Gaudio, Mario Scarpetta, Lino D’Angiò, Savio Riccardi, Claudio Mattone,Giacomo Rizzo, Antonio Sinagra, Angela Luce, Bruno de Filippi.

Nel 1998 ha pubblicato il suo primo cd, Hengellers e nel 2002 è entrato nel cast fisso della trasmissione “TeleGaribaldi” con il suo Jazz Trio.

Nel 2003 dirige un’orchestra di fiati di quattordici elementi per il varietà televisivo “Felicissima è la Sera”, condotto dal comico Lino D’Angiò, in onda sul network Odeon TV.
Partecipa al Teatro Cilea di Napoli ai festeggiamenti per i 150 anni dalla nascita di Edoardo Scarpetta componendo la musica per alcune poesie del celebre attore napoletano.
Si esibisce al Premio Carosone con il suo “medley” dedicato al grande Renato curando anche gli arrangiamenti “carosoniani” per Nino D’angelo e Giacomo Rizzo. Insieme a Toninho Horta partecipa alla rassegna “Mercogliano Jazz”.

Pubblica nel 2004 con l’etichetta Polosud il suo secondo album: Parlami Mariù… ma non d’amore!, inevitabilmente dedicato a quegli autori come Kramer, Neri, Bixio e De Sica, che sono stati indiscussi protagonisti del canzoniere italiano degli anni 30’/50′. Un disco che vede i contributi di Mario Scarpetta, Roberto Del Gaudio e numerosi artisti napoletani. E che spinge un artista come Stefano Bollani a dire: “Lorenzo rivitalizza le canzoni dell’epoca di sua/nostra nonna con un occhio affettuoso e l’altro ironico, senza indulgere in quella retorica che purtroppo è il tratto distintivo di quasi tutti quelli che si avvicinano al passato della musica leggera italiana”.

L’anno seguente e’ protagonista della serata carosoniana in Piazza dell’Unità a Trieste insieme alle sorelle Rondinella e nella stagione 2004-2005 porta in scena Alla faccia del jazz..! scritto a quattro mani con Roberto del Gaudio (leader dei “Virtuosi di S. Martino”).
La prima edizione della Notte Bianca di Napoli lo vede presente con un “piano solo” al piazzale di S. Martino per un concerto inedito dal titolo Maramao non e’ mai morto.
Cura gli arrangiamenti live e accompagna al pianoforte Il ritorno di Angela Luce in tv su Raitre nel programma “Cominciamo bene”.
La rassegna “Marechiaro Jazz” lo vede in cartellone in trio con ospite d’eccezione il grande armonicista Bruno de Filippi. Tra i due comincia una intensa e ispirata collaborazione che li vedrà ancora insieme sul palco per “Sorrento jazz” fino al nuovo disco di Hengeller del 2006 Il giovanotto matto.

Continua l’attività live che lo vede presente a “Pomigliano Jazz”; al festival organizzato come ogni anno dal Club Tenco in Valcamonica “Dallo showman allo sciamano” (in una serata dedicata a Carosone dove divide palco e tastiera del pianoforte con Stefano Bollani e Banda Osiris); ma anche al “Festival internazionale di Ravello”.

Il 12 Ottobre 2006 esce l’album Il giovanotto matto Ed. Polosud. Un album di matrice swing che si avvale delle collaborazioni di Bruno De Filippi, Roberto Del Gaudio, Antonio Sinagra e Angela Luce e che, oltre a rendere omaggio a nomi importanti come Kramer e Carosone, si confronta con un repertorio originale dal chiaro sapore retrò, ironico e farcito di divertenti sketches e gag musicali.

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