Vedi il carrello “Lido Aurora” è stato aggiunto al tuo carrello.
ps59_lorenzo

Jazzy

Lorenzo Hengeller

 12,00

COD: PS059 Categoria: Tag:

Citazioni che si scontrano con il loro opposto. Per un’idea di musica come arte totale: varietà, teatro, poesia, satira di costume, romanza, puro intrattenimento.
Gioca su questi contrasti Lorenzo Hengeller per confezionare il suo terzo album dal titolo Il giovanotto matto, edito dalla storica etichetta napoletana Polosud. Ci introduce in questo gioco la voce di Massimo “Mameli” Troisi di Non ci resta che piangere che si spaccia per l’autore dell’inno nazionale. Un medley che mescola Mameli con Avanti Popolo per concludersi con Faccetta nera e la voce da cinegiornale del gerarca fascista che mette in guardia l’italica nazione contro “quelle barbare melodie” (il jazz) che in quegli anni arrivano in Italia dall’America.
L’album ha una chiara matrice swing, si avvale delle collaborazioni di Bruno De Filippi, del fidato amico Roberto del Gaudio, di Antonio Sinagra e Angela Luce e oltre a rendere omaggio a nomi importanti come Kramer e Carosone si confronta con un repertorio originale dal chiaro sapore retrò, ironico e farcito di divertenti sketches e gag musicali come quella appena descritta in apertura.
Il titolo del disco è un riferimento al grande Lelio Luttazzi, un omaggio ad un brano che cantava Ernesto Bonino. Per un sentito omaggio alla grande lezione dei maestri parlanti, quelli immersi nel varietà; una tradizione che ha fatto grande la musica italiana e che oggi in troppo pochi ricordano.
L’intenzione artistica di Lorenzo Hengeller in questa nuova tappa del suo originale percorso artistico è appunto quella di tornare ad abbracciare con la musica tante arti diverse e le figure che le hanno rappresentate: da Ennio Flaiano fino a Giovanni Danzi.
Se da una parte spicca il gioco linguistico che era tipico di Lelio Luttazzi, dall’altra la grafica del disco fin dalla sua immagine di copertina richiama al famoso film di Otto Preminger L’uomo dal braccio d’oro con Frank Sinatra e Grace Kelly. Un gusto per l’immagine che si rifà alla grande lezione di Saul Bass. Immagini che restituiscono il sapore di un’epoca.
E in questo caso l’epoca che si vuole istintivamente omaggiare sono indubbiamente i favolosi anni ’50: Ernesto Bonino, le canzoni di guerra, Tito Schipa, Renato Carosone, il magico Quartetto Cetra. Musica familiare per Hengeller. Tramandata in casa come un tesoro prezioso.
La magia di una leggerezza pesante e pensante. Pochissime facce e moltissime teste. Un gusto per la musica popolare che produce dei versi metricamente perfetti ed incisivi. Il sogno dello swing del dopoguerra dove c’è tanta Napoli ma mai la napoletanità.
L’Inno di mameli che apre il disco è una sorta di blog iniziale, un big bang virtuale di tutta la musica di un’epoca. Manifesto degli opposti che mescola Avanti popolo a Faccetta nera. La citazione ed il suo contrario secondo la grande lezione di Luttazzi e Kramer.
Il Tic a seguire nasce invece da una sapida storiella frutto di un leggero doppio senso: nasconde un’idea ritmica a ritmo di vecchio shuffle.
La particolarità tutta di questo disco di Hengeller è il fatto che i brani nuovi suonano come pezzi d’epoca -Le tue mani, Embè, Lo swing del giornalaio- mentre le cover suonano come brani d’oggi: Brava, Pummarola Boat, Papaveri e Papare, Buonanotte al mare, Amaramente.
Tutto il quartetto che accompagna Hengeller partecipa alla stesura di ogni brano che siano violini, contrabbasso, sassofoni, ne diventa quasi un controcanto.
E’ uno swing compulsivo che crea ponti e continue sorprese: parte da Carosone per arrivare a Duke Ellington. Poi in Amaramente propone un Carosone notturno, per una ballad che in origine cantava il suo contrabbassista.
Tra la grandi sorprese c’è la rilettura di Papaveri e Papere, classico di Panzeri, Rastelli e Mascheroni del 1952 che gioca in assonanza con Penny Lane dei Beatles. Mette da parte la trita satira sui notabili democristiani e sulla statura di Amintore Fanfani e altre rivendicazioni sociali, per cercare invece arditamente di unire Nilla Pizzi con quel di Liverpool col contrabbasso che ripete il tema di Penny Lane e tutta la progressione degli accordi del classico dei Beatles. Angela Luce ci mette poi la sua vita sempre in scena.
Un disco di un napoletano pensante e parlante, che possiede una precisa idea di musica e questa mette in scena facendosi accompagnare dal Toot Thielemans italiano Bruno De Filippi in In Bruno veritas e ne Le tue mani e godendo degli arrangiamenti e direzione d’archi di Antonio Sinagra nello stesso brano.

Napoli con questo disco di Lorenzo Hengeller torna in scena in tutto il suo splendore: giocando sulla sua storia, i suoi alti riferimenti culturali che vanno da Maldacea, Nino Taranto fino a Carosone. Leggera sulle dita di un pianista cantante che non ha paura di gridare la sua verità.

Lorenzo Hengeller

A dispetto del cognome è napoletano. Ama suonare e lavorare per il pop e per il jazz, ma anche scrivere testi e musiche per il teatro e la televisione. Ha cominciato suonando nei locali della sua città. Ha lavorato per Aurelio Fierro, Valentina Stella, Nello Daniele, Nino Buonocore, Paolo Fresu, Carlo Lomanto, Roberto del Gaudio, Mario Scarpetta, Lino D’Angiò, Savio Riccardi, Claudio Mattone,Giacomo Rizzo, Antonio Sinagra, Angela Luce, Bruno de Filippi.

Nel 1998 ha pubblicato il suo primo cd, Hengellers e nel 2002 è entrato nel cast fisso della trasmissione “TeleGaribaldi” con il suo Jazz Trio.

Nel 2003 dirige un’orchestra di fiati di quattordici elementi per il varietà televisivo “Felicissima è la Sera”, condotto dal comico Lino D’Angiò, in onda sul network Odeon TV.
Partecipa al Teatro Cilea di Napoli ai festeggiamenti per i 150 anni dalla nascita di Edoardo Scarpetta componendo la musica per alcune poesie del celebre attore napoletano.
Si esibisce al Premio Carosone con il suo “medley” dedicato al grande Renato curando anche gli arrangiamenti “carosoniani” per Nino D’angelo e Giacomo Rizzo. Insieme a Toninho Horta partecipa alla rassegna “Mercogliano Jazz”.

Pubblica nel 2004 con l’etichetta Polosud il suo secondo album: Parlami Mariù… ma non d’amore!, inevitabilmente dedicato a quegli autori come Kramer, Neri, Bixio e De Sica, che sono stati indiscussi protagonisti del canzoniere italiano degli anni 30’/50′. Un disco che vede i contributi di Mario Scarpetta, Roberto Del Gaudio e numerosi artisti napoletani. E che spinge un artista come Stefano Bollani a dire: “Lorenzo rivitalizza le canzoni dell’epoca di sua/nostra nonna con un occhio affettuoso e l’altro ironico, senza indulgere in quella retorica che purtroppo è il tratto distintivo di quasi tutti quelli che si avvicinano al passato della musica leggera italiana”.

L’anno seguente e’ protagonista della serata carosoniana in Piazza dell’Unità a Trieste insieme alle sorelle Rondinella e nella stagione 2004-2005 porta in scena Alla faccia del jazz..! scritto a quattro mani con Roberto del Gaudio (leader dei “Virtuosi di S. Martino”).
La prima edizione della Notte Bianca di Napoli lo vede presente con un “piano solo” al piazzale di S. Martino per un concerto inedito dal titolo Maramao non e’ mai morto.
Cura gli arrangiamenti live e accompagna al pianoforte Il ritorno di Angela Luce in tv su Raitre nel programma “Cominciamo bene”.
La rassegna “Marechiaro Jazz” lo vede in cartellone in trio con ospite d’eccezione il grande armonicista Bruno de Filippi. Tra i due comincia una intensa e ispirata collaborazione che li vedrà ancora insieme sul palco per “Sorrento jazz” fino al nuovo disco di Hengeller del 2006 Il giovanotto matto.

Continua l’attività live che lo vede presente a “Pomigliano Jazz”; al festival organizzato come ogni anno dal Club Tenco in Valcamonica “Dallo showman allo sciamano” (in una serata dedicata a Carosone dove divide palco e tastiera del pianoforte con Stefano Bollani e Banda Osiris); ma anche al “Festival internazionale di Ravello”.

Il 12 Ottobre 2006 esce l’album Il giovanotto matto Ed. Polosud. Un album di matrice swing che si avvale delle collaborazioni di Bruno De Filippi, Roberto Del Gaudio, Antonio Sinagra e Angela Luce e che, oltre a rendere omaggio a nomi importanti come Kramer e Carosone, si confronta con un repertorio originale dal chiaro sapore retrò, ironico e farcito di divertenti sketches e gag musicali.

Recensioni

Ancora non ci sono recensioni.

Solamente clienti che hanno effettuato l'accesso ed hanno acquistato questo prodotto possono lasciare una recensione.