


{"id":27,"date":"2016-08-01T11:00:29","date_gmt":"2016-08-01T09:00:29","guid":{"rendered":"http:\/\/polosud.com\/2016\/?page_id=27"},"modified":"2021-07-08T12:55:20","modified_gmt":"2021-07-08T10:55:20","slug":"etichetta","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/polosud.com\/2016\/etichetta\/","title":{"rendered":"Etichetta"},"content":{"rendered":"<h3 style=\"font-size: 18px; margin-bottom: 30px\">POLOSUD RECORDS inizia la sua attivit\u00e0 nel 1993 con l\u2019obiettivo di creare al Sud una struttura che contenga al suo interno edizioni musicali, capacit\u00e0 di produzione, registrazione, distribuzione e promozione, sganciata dalla rete delle major.<br \/>\nPOLOSUD RECORDS \u00e8 la naturale evoluzione del discorso che Ninni Pascale, uno degli ideatori del progetto, aveva gi\u00e0 avviato con \u201cIl Parco\u201d, lo studio di registrazione intorno al quale, fin dagli inizi degli anni \u201980 ruotano i musicisti pi\u00f9 innovativi del panorama musicale napoletano (tra cui Bisca, Walhalla, Panoramics, Little Italy, Sei Sei Sei, Falso Movimento, Joe Amoruso) e dove molti di questi musicisti hanno avuto l\u2019opportunit\u00e0 di realizzare le loro prime produzioni.<\/h3>\n<p>Il progetto, pur tra mille difficolt\u00e0, non ultima la crisi della discografia soprattutto in Italia, \u00e8 riuscito a ritagliarsi un suo spazio, sostanzialmente per due motivi: la scarsa presenza di iniziative simili al Sud, dove invece esiste una notevole e variegata presenza di proposte e talenti e la politica di abbandono adottata spesso dalle major rispetto ai nuovi artisti del Sud, troppo lontani dal loro centro operativo e quindi troppo costosi e difficili da gestire.<br \/>\nLe finalit\u00e0 rimangono quindi quelle di dare voce alle numerose realt\u00e0 musicali delle nostre regioni, dotate spesso di una valenza commerciale ma confinate dall\u2019automatica produzione discografica delle major.<br \/>\nLa gran parte della produzione POLOSUD RECORDS \u00e8 orientata verso la musica etnica e jazz. Artisti come Daniele Sepe, Antonio Onorato, Maria Pia De Vito, Marco Zurzolo, Enzo Nini, Francesco D\u2019Errico e Giorgio Li Calzi si muovono prevalentemente in questi ambiti. Questa scelta produttiva non \u00e8 dovuta a pregiudizi verso altri generi ma dipende, oltre che da motivi squisitamente artistici, dal fatto che \u201cun\u2019etichetta indipendente, specialmente del Sud, non pu\u00f2 vendere musica leggera o rock!\u201d. Questo tipo di musica ha bisogno di un enorme supporto promozionale, in quanto \u00e8 la musica pi\u00f9 seguita, pi\u00f9 venduta, pi\u00f9 trasmessa, quella con una concorrenza sfrenata e dove le major investono di pi\u00f9. Mancanza di promozione vuol dire budget limitati e pochi contatti con le strutture che contano: RAI, Mediaset, ecc.<br \/>\nD\u2019altronde ottimi artisti (anche napoletani) che fanno questo tipo di musica restano ignorati dalle major perch\u00e9 magari considerati ingestibili lontano da Milano o hanno gi\u00e0 superato i 25 anni o non sono particolarmente telegenici. Insomma molte realt\u00e0 interessanti, con potenziali commerciali notevoli finiscono col restare per sempre nell\u2019ombra.<br \/>\nI cd di Andrea Campese, Alan Wurzburger, Lorenzo Hengeller, dell\u2019Orchestra Jam o di Consiglia Licciardi (solo per citarne alcuni) sono i nostri tentativi di produrre anche musica leggera, ma di qualit\u00e0; lo facciamo perch\u00e9 ci piacciono, perch\u00e9 crediamo nella loro musica e continueremo, con i mezzi che abbiamo a disposizione, ad opporci ad una politica fortemente penalizzante di \u201ccerta\u201d musica che arriva da sud.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>POLOSUD RECORDS inizia la sua attivit\u00e0 nel 1993 con l\u2019obiettivo di creare al Sud una struttura che contenga al suo interno edizioni musicali, capacit\u00e0 di produzione, registrazione, distribuzione e promozione, sganciata dalla rete delle major. 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