


{"id":29,"date":"2016-08-01T11:01:07","date_gmt":"2016-08-01T09:01:07","guid":{"rendered":"http:\/\/polosud.com\/2016\/?page_id=29"},"modified":"2021-07-08T15:15:29","modified_gmt":"2021-07-08T13:15:29","slug":"studio-il-parco","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/polosud.com\/2016\/studio-il-parco\/","title":{"rendered":"Studio &#8220;Il Parco&#8221;"},"content":{"rendered":"<h2>studio \u201cil parco\u201d<\/h2>\n<p>\u00a0<\/p>\n<h3>Lo studio nacque nel 1981 da un\u2019idea e dalla passione di Ninni Pascale e Mario Savastano, entrambi ingegneri e musicisti interessati alla registrazione.<br \/>\nIn quegli anni le sale di ripresa audio vivevano un buon momento, non esistevano computer e schede audio, tantomeno programmi per l\u2019home recording e chi voleva registrare aveva decisamente bisogno dello \u201cstudio di registrazione\u201d.<br \/>\nI locali furono ricavati (come nella migliore tradizione) da uno scantinato del Parco Matarazzo di via Tasso a Napoli.<\/h3>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Cominciammo con un otto tracce, il famoso Tascam 8 (anche detto tascamotto) e un mixerino Teac 12 canali, mentre il registratore stereo era l\u2019onnipresente Revox.<br \/>\nNonostante le modeste apparecchiature, \u201cIl Parco\u201d ebbe un buon successo, soprattutto tra i gruppi rock che in quegli anni, in citt\u00e0, nascevano numerosi.<br \/>\nLa mancanza di sale a basso costo, l\u2019atmosfera diversa cos\u00ec lontana dagli studi della Napoli classica e le capacit\u00e0 dei due tecnici\/proprietari, fecero s\u00ec che l\u2019attivit\u00e0 dello studio crescesse rapidamente e consisteva soprattutto nella realizzazione di demotape per gruppi e cantanti e nel montaggio di colonne sonore per spettacoli di teatro e danza.<br \/>\nCon il lavoro crebbe anche l\u2019attrezzatura, che si arricch\u00ec di un 16 tracce Tascam e di un mixer, sempre Tascam, a 24 canali.<br \/>\nFu acquistata anche (tra le prime a Napoli) la rivoluzionaria tastiera DX7 della Yamaha.<br \/>\nGli artisti che frequentavano \u201cIl Parco\u201d nei primi anni ottanta erano: Walhalla (di cui Ninni aveva fatto parte insieme a Gabriella Pascale ed Ettore Sciarra), Bisca, Little Italy. Panoramics, 666, Les Bandards Foux, i Blue Stuff (di Mario Insenga e Guido Migliaro), Daniele Sepe, Paolo Varriale, ma anche nomi gi\u00e0 affermati come Tullio De Piscopo, Eugenio Bennato e Leopoldo Mastelloni.<br \/>\nNel teatro, l\u2019amico Mario Martone, con Falso Movimento, era un cliente assiduo. Il regista, per la realizzazione delle musiche del suo \u201cOtello\u201d, si avvalse della collaborazione di Peter Gordon (Love of Life Orchestra) che, direttamente da New York, si trasfer\u00ec a lavorare nei nostri studi.<\/p>\n<p>Nel 1987 Mario e Ninni decisero di separare le loro strade: \u201cIl Parco\u201d rimase a Ninni, che lo ampli\u00f2 e ristruttur\u00f2 con il prezioso aiuto di Cecco Ciampa, amico e collaboratore di quegli anni, e di Massimo Del Giudice, gi\u00e0 realizzatore di altri studi a Napoli, nonch\u00e9 \u201cmago\u201d dell\u2019elettronica.<br \/>\nDivenne uno studio professionale e le attrezzature principali furono cambiate con un registratore 24 tracce MCI, un mixer Trident serie 80, un registratore stereo Otari.<br \/>\nFece inoltre la prima apparizione il computer ATARI con le sue famose applicazioni di sequencing Notator e Cubase<br \/>\nAnche il lavoro cambi\u00f2 sensibilmente, si registravano principalmente dischi di artisti come Roberto Murolo, Enzo Gragnaniello, James Senese, Joe Amoroso, Enzo Avitabile, Nino Bonocore, aiutati da produttori artistici e musicisti come Massimo Volpe e Michele Montefusco, dell\u2019Orchestra Italiana, Gigi de Rienzo, Franco Giacoia, Vittorio Pepe, Ernesto Vitolo.<br \/>\nCi furono anche ospiti importanti come Eugenio Finardi, Mike Stern, Mia Martini, Edoardo Bennato, Lina Sastri.<br \/>\nSi registrava il jazz di Maria Pia De Vito, Francesco D\u2019Errico, Marco Zurzolo, Enzo e Luciano Nini, Pasquale Bardaro, Paolo Luise.<br \/>\nIn quegli anni inizi\u00f2 anche la collaborazione con Carlo Gentiletti, che prima come assistente tecnico, poi come sound engineer, diede un contributo importante alla crescita professionale dello studio.<\/p>\n<p>Nel 1993 l\u2019avvento dell\u2019home recording diede a molti l\u2019illusione di poter fare a meno dello studio di registrazione e l\u2019attivit\u00e0 de \u201cIl Parco\u201d sub\u00ec una notevole flessione.<br \/>\nLe pause lavorative ebbero un risvolto creativo e diedero a Ninni l\u2019input per realizzare un\u2019idea che da qualche tempo coltivava: la Polosud Records, un\u2019etichetta indipendente che aveva come obiettivo quello di dare voce alle numerose e valide realt\u00e0 musicali della regione.<br \/>\n\u201cIl Parco\u201d aveva gi\u00e0 prodotto il primo disco (un long playing) di Daniele Sepe \u201cMalamusica\u201d e l\u2019esperienza era stata decisamente positiva. Esistevano al sud molti artisti con proposte valide anche commercialmente, ma sistematicamente ignorati dalle major.<br \/>\nSi apr\u00ec quindi una nuova stagione e \u201cIl Parco\u201d, pur continuando a lavorare conto terzi, divenne lo studio della Polosud.<br \/>\nCi fu un up-grade delle apparecchiature con il passaggio al nuovissimo registratore digitale 24 tracce della Sony il PCM3324S.<br \/>\nTra gli artisti che in quel periodo erano di casa allo studio ricordiamo Daniele Sepe, Maria Pia De Vito, Antonio Onorato, Alan Wurzburger, Francesco D\u2019Errico, Paolo Di Sarcina, Marco Zurzolo, Eddy Napoli, Le Loup Garou, 24 Grana, Enzo e Luciano Nini, Dario e Sandro Deidda.<br \/>\nAlla fine degli anni \u201990 ci fu la rivoluzione della Digidesign: Pro Tools, l\u2019Hard Disk Recording, la registrazione su computer.<br \/>\nIn realt\u00e0 \u201cIl Parco\u201d usava gi\u00e0 da qualche tempo il DD1000 AKAI un registratore 4 tracce su disco ottico.<br \/>\nIl DD1000 veniva utilizzato al posto del registratore stereo Otari, per il riversaggio dei missaggi, grazie alle sue enormi possibilit\u00e0 di editing. In pratica i mix particolarmente complessi venivano scomposti in pi\u00f9 parti e poi facilmente \u201cincollati\u201d con il DD1000.<br \/>\nPioniere anche in questa esperienza, \u201cIl Parco\u201d fu il primo studio di Napoli a mettere da parte mixer e registratori a nastro, basando l\u2019intero processo di incisione su Pro Tools. Un notevole supporto a questa evoluzione fu dato dall\u2019amico Michele Signore, gi\u00e0 allora a capo del centro Digidesign di Napoli.<br \/>\nQuesta innovazione richiam\u00f2 nuovi nomi come Ciro Ricci, Ida Rendano e soprattutto uno dei grandi maestri della Napoli \u201cclassica\u201d, Eduardo Alfieri.<br \/>\nLa Polosud produceva e \u201cIl Parco\u201d registrava, realizzando dischi per Fausto Cigliano e Angela Luce (che come arrangiatore scelsero Rino Alfieri, figlio di Eduardo Alfieri), Consiglia Licciardi, Pina Cipriani e Franco Nico, Lorenzo Hengeller, Jenny Sorrenti, \u2018A67, Officina Zo\u00e8.<br \/>\nNel 2007 si decise di rinnovare ancora una volta la struttura dello studio e fu chiamato come architetto Umberto Sirigatti, che gi\u00e0 aveva esperienza nella progettazione di studi e che conosceva bene \u201cIl Parco\u201d, avendolo frequentato come musicista.<br \/>\nLo studio, cos\u00ec come si presenta oggi, fu ultimato dopo circa quattro mesi di lavoro con l\u2019ampliamento della sala di ripresa e con un nuovo disegno acustico della sala e della regia; furono inoltre completamente sostituiti tutti i cablaggi e ristrutturati i vari locali di servizio.<br \/>\nPer le apparecchiature ci fu l\u2019upgrade a ProTools HD3 e l\u2019acquisto del mixer Digidesign D-Command<\/p>\n<style>\n.blocco-su {background-position: top;}\nh2 {font-size: 45px; color:#000;}\nh3 {font-size: 18px;}\n<\/style>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>studio \u201cil parco\u201d \u00a0 Lo studio nacque nel 1981 da un\u2019idea e dalla passione di Ninni Pascale e Mario Savastano, entrambi ingegneri e musicisti interessati alla registrazione. 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