


{"id":487,"date":"2016-09-03T18:56:14","date_gmt":"2016-09-03T16:56:14","guid":{"rendered":"http:\/\/polosud.com\/2016\/?post_type=product&#038;p=487"},"modified":"2016-09-03T18:56:14","modified_gmt":"2016-09-03T16:56:14","slug":"truffe-other-sturiellett-vol-2","status":"publish","type":"product","link":"https:\/\/polosud.com\/2016\/catalogue\/truffe-other-sturiellett-vol-2\/","title":{"rendered":"Truffe &#038; Other sturiellett vol 2"},"content":{"rendered":"<p>Due parole di Daniele<\/p>\n<p>In questo cd troverete cose registrate e composte nell\u2019arco di un bel po\u2019 di tempo. Dalle registrazioni analogiche de \u00abIl Caricatore\u00bb e \u00abLa vita \u00e8 una sola\u00bb alle registrazioni digitali de \u00abIl resto di niente\u00bb. A parte le considerazioni sul progresso o regresso compositivo, riascoltare i masters mi ha dato modo di rimpiangere l\u2019era del nastro e del missaggio analogico. Sentire per credere&#8230;<\/p>\n<p>Due parole sul materiale che vi propongo:<\/p>\n<p>\u00abIl caricatore\u00bb era un bel film girato in bianco e nero da tre registi, Nunziata &#8211; Gaudioso &#8211; Cappuccio, le cui musiche furono registrate ed eseguite in diretta contemporaneamante alla proiezione delle immagini. Una cosa un po\u2019 all\u2019antica che per\u00f2 garantisce una partecipazione dei musicisti alle emozioni del girato. Tutto questo si paga con delle esecuzioni spesso un po \u00abarrunzate\u00bb e \u00absporche\u00bb. Cose alle quali per\u00f2 uno s\u2019affeziona&#8230;<\/p>\n<p>De \u00abIl caricatore\u00bb vi fu un seguito dal titolo \u00abLa vita \u00e8 una sola\u00bb. I tre registi (e non vi sto a raccontare che delirio \u00e8 lavorare con tre registi contemporaneamente, il pi\u00f9 delle volte in rotta di collisione tra di loro&#8230;) mi chiesero di registrare una parte dell\u2018ouverture de \u00abLa forza del destino\u00bb di Giuseppe Verdi e, studiando la partitura, decisi di usare per l\u2019intera colonna sonora parti e spezzoni, piccoli frammenti ritmici dell\u2019opera verdiana. Ne \u00e8 uscita fuori una specie di variazioni sul tema, con versioni dub o alla Santo &#038; Jhonny, per non parlare del finale alla Albertone. Per inciso, tutta l\u2019opera fa continuo uso dell\u2019incipit tipico dello \u00absturm und drang\u00bb di germanica memoria, ovvero tre note corte seguita da una lunga. Il celeberrimo ta-ta-ta-taaaaa della quinta di Beethoven ad esempio, o tanti temi sinfonici di babbo Haydn. Ai tre eroici registi la versione di chiusura de \u00abLa vita \u00e8 una sola\u00bb, personale omaggio ad Albertone e Piero Piccioni, non piacque tanto, essendo che si cominciarono a prendere un po troppo sul serio, e nel film non fu inserita. Io ve la piazzo comunque nel cd e la intitolo \u00abTre registi per fare un film?\u00bb per puro spirito di vendetta, eh eh.<\/p>\n<p>\u00abIl resto di niente\u00bb \u00e8 un libro di Enzo Striano che Antonietta De Lillo ha trasportato in pellicola. Al momento in cui scrivo non si sa se il film sar\u00e0 terminato oppure no. Uno dei tanti naufragi. La storia \u00e8 ambientata nella Napoli della rivoluzione del \u201999 ed \u00e8 un ritratto di Eleonora Pimentel Fonseca. Ho usato molte musiche coeve tra cui ho scelto due brani tratti dalle sonate per clavicembalo di Cimarosa e un Fandango dalla scena del ballo de \u00abLe nozze di Figaro\u00bb Mozartiane. Il fandango \u00e8 una danza popolare spagnola che ebbe una enorme diffusione nel settecento. L\u2019origine popolare dei temi \u00e8 testimoniata dal fatto che lo stesso fandango de \u00abLe nozze\u00bb lo ritrovate con pochissime varianti nel balletto \u00abDon Juan\u00bb di Gluck, scitto una decina di anni prima. Ma Il pi\u00f9 celebre fandango resta quello del quintetto per chitarra e archi nr. 5 di Boccherini, dal quale ho importato l\u2019uso delle nacchere, non previsto in partitura originale. Un omaggio alle origini portoghesi della Pimentel \u00e8 \u00abEleonora\u00bb, in cui si fa uso dello strumento principe della musica tradizionale portoghese. L\u2019indicazione \u00abpiano preparato\u00bb non indica che abbiamo cambiato collettore e carburatore al Yamaha di Piero, ma solo che abbiamo ripreso la tecnica di Cage di infilare nelle corde del piano le cose pi\u00f9 disparate: chiodi, monete, gomme da masticare, matite, preservativi usati, la linguaccia di un amico nostro&#8230;<\/p>\n<p>Storia a parte gli altri brani, che ad esclusione di \u00abLettere dall\u2019America\u00bb tratto da l\u2019omonimo film di Gianfranco Pannone, non hanno niente a che vedere col cinema. O quasi&#8230; perch\u00e9 \u00abSmiling Gianni at SuperFly\u00bb \u00e8 un rimasuglio delle musiche che avevo scritto in prima stesura per \u00abAmnesia\u00bb di Gabriele Salvatores, scartato dal regista insieme ad altri temi che potete trovare su \u00abAnime candide\u00bb.<\/p>\n<p>L\u2019\u00abAllegro scherzando\u00bb dal quartetto nr. 6 ha una storia strana. E\u2019 stato scritto nel \u201975, quando dunque avevo quindici anni, e a parte le considerazioni su un tipo che a quindici anni invece di starsene alla discoteca a \u00abcurriare\u00bb le ragazzine se ne sta a casa a scrivere \u2018ste cose, fu scritto per un concorso di composizione per quartetto di flauti dolci. Scrivevo senza potere ascoltare cosa combinavo visto che a casa il pianoforte non c\u2019era e mai ci sarebbe stato data la situazione finanziaria (pap\u00e0 il massimo che si pot\u00e8 permettere fu un flauto dolce di plastica, marca Rollins, per\u00f2&#8230;). Poi quando ho comprato il primo computer m\u2019\u00e8 venuto lo sfizio di vedere se quello che scrivevo da giuvinetto aveva una coerenza. E a dire il vero non mi sembra proprio \u2018na schifezza, non dico che poteva vincere, ma almeno \u2018na letterina con scritto \u00abcaro giovine, apprezziamo il fatto che non siete andato a gioc\u00e0 a pallone per scrivere \u2018sta cosa, continuate che qualcosa accocchiate\u00bb me la potevano mandare dalla Societ\u00e0 Italiana del Flauto Dolce&#8230;<\/p>\n<p>\u00abIl valzer del Cocciolone\u00bb \u00e8 stato composto per \u00abl\u2019amico e collega\u00bb Mimmo Maglionico, scapocchione che ha fatto il conservatorio con me, entrambi allievi del mitico Pasquale Esposito. La dedica \u00e8 all\u2018eroico Cocciolone, antenato degli odierni italici guerrieri, e la successione programmatica del brano \u00e8 \u00abdecollo, volo e tracollo\u00bb.<\/p>\n<p>Le tre \u00abkleine truffen\u00bb sono il seguito di quelle pubblicate nel vol. 1, ne sono 31 in totale e questo vi far\u00e0 capire che vi sorbirete anche un vol. 3.<\/p>\n<p>\u00ab\u2019A jatta\u00bb \u00e8 l\u2019adattamento in napoletano di \u00abEl me gatt\u00bb dell\u2019amico e compagno Ivan Della Mea. Una canzone scritta negli anni \u201960 in milanese. L\u2019arrangiamento \u00e8 un omaggio al grande Gino Negri, dei cui dischi facevo abuso. Un brano dedicato ad un mio simpatico vicino di casa che di gatti me ne ha fatti fuori quattro.<\/p>\n<p>\u00abChe fine ha fatto Beppe Pupilla?\u00bb viene fuori da musichette che preparavo per un cartone animato, un \u00abPinocchio\u00bb disegnato da Mattotti e di cui poi non se ne \u00e8 fatto niente. Un altro nufragio. Il testo \u00e8 stato suggerito a Dario da suo figlio Filippo, che quando si far\u00e0 pi\u00f9 grande gli far\u00e0 causa.<\/p>\n<p>\u00abSummer is icumen\u00bb e \u00abBulla fulminante\u00bb sono parte della mia fissazione nel rileggere il repertorio medievale, fin dagli anni di \u00abVite perdite\u00bb. Il primo \u00e8 un canone inglese del \u2018300, il secondo \u00e8 un carmina Burana il cui testo \u00e8 particolarmente forte. Approfitto per ringraziare Gordon Poole e Luigia Padalino per i loro consigli sulla corretta pronuncia dell\u2019arcaico inglese.<\/p>\n<p>\u00abAmarcord\u00bb fa parte degli arrangiamenti scritti per i \u00abMandolinaples\u00bb, quartetto di mandolini formato da i componenti dei \u00bbPopularia\u00bb, storico gruppazzo della zona industrale partenopea.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Hanno suonato:<\/p>\n<p>Ensemble barocco : Flauto traversiere: Rossana De Rogatis &#8211; Oboe barocco, flauto diritto: Martino Noferi &#8211; Violino barocco: Nunzia Sorrentino &#8211; Viola barocca: Rosario Di Meglio e Antonella Bologna &#8211; Chitarra barocca: Marcello Vitale &#8211; Viola da gamba: Rosita Ippolito &#8211; Violoncello barocco: Leonardo Massa e Wally Pituello &#8211; Contrabbasso: Dario Franco &#8211; Clavicembalo: Raffaele Vrenna<\/p>\n<p>4mandolinaples: Mandolini: Nunzio Reina e Agostino Oliviero &#8211; Mandola: Salvatore Esposito &#8211; Mandoloncello: Gennaro Petrone<\/p>\n<p>Costo Zero Vesuvian Orchestra: Flauto: Roberto Natullo &#8211; Oboe: Octavian Cristea\u2013Nechita &#8211; Clarinetto : Luciano Russo e Lello Settembre &#8211; Fagotto: Antonello Capone &#8211; Tromba, tromba piccola : Mauro Marigliano e Marco Sannino &#8211; Trombone e flicorno tenore : Roberto Schiano &#8211; Violino: Gennaro Cappabianca, Michele Signore, Rossella Bertucci, Nunzia Sorrentino, Armando Pritfuli , Aldo Zappulla , Roberto Sannino , Massimiliano Orsini Egidio Matronimico , Salvatore Morisco, Agostino Oliviero, Antonio Salerno &#8211; Viola Roberta Zangirolami, Laura Christea-Nechita, Vezio Iorio, Fulvio Milone, Salvatore Rea &#8211; Violoncello: Aurelio Bertucci, Federico Odling, Drummond Petrie , Giorgio Mellone, Vladimir Cokaqui , Raffaele Sorrentino &#8211; Contrabbasso: Dario Franco, Gianni Stocco, Maurizio Chiantone &#8211; Percussioni orchestrali, marimba, vibrafono, glocken, celesta: Enrico Del Gaudio, Lello Di Fenza, Marco Pezzenati, Pasquale Bardaro &#8211; Percussioni latine: Peppe Sannino &#8211; Chitarra elettrica, chitarra acustica: Franco Giacoia &#8211; Chitarra portoghese: Gino Evangelista &#8211; Hammond C3 organ: Ernesto Vitolo &#8211; Pianoforte preparato: Piero De Asmundis &#8211; Pianoforte: Armanda Desidery, Piero De Asmundis, Lello Petrarca, Tommy De Paola &#8211; Fisarmonica: Piero De Asmundis &#8211; Clavinet Honher: Armanda Desidery &#8211; Rhodes piano, Phrophet, tastiere: Piero De Asmundis, Tommy De Paola &#8211; Batteria: Salvatore Tranchini, Enrico Del Gaudio, Mariano Barba, Ivo Parlati &#8211; Basso Elettrico: Roberto Giangrande, Dario Franco &#8211; Contrabasso: Aldo Vigorito<\/p>\n<p>Daniele Sepe ha suonato: Sax soprano e tenore, flauto barocco, ney, tin whistle, tastiere, dulcimer, cornetta, genis, piano preparato.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Due parole di Daniele In questo cd troverete cose registrate e composte nell\u2019arco di un bel po\u2019 di tempo. 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