


{"id":861,"date":"2020-12-21T11:10:51","date_gmt":"2020-12-21T10:10:51","guid":{"rendered":"http:\/\/polosud.com\/2016\/?post_type=product&#038;p=861"},"modified":"2021-07-15T09:59:06","modified_gmt":"2021-07-15T07:59:06","slug":"urca-cantautrici-e-cantautori","status":"publish","type":"product","link":"https:\/\/polosud.com\/2016\/catalogue\/urca-cantautrici-e-cantautori\/","title":{"rendered":"URCA! CANTAUTRICI E CANTAUTORI"},"content":{"rendered":"<p><strong>URCA <\/strong><strong>! Cantautrici e Cantautori<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong>URCA! E\u2019 un progetto collettivo che vede protagonisti 12 artisti della scena musicale napoletana impegnati nella sfida sincera e appassionata di unire note, suoni, menti e cuori in una raccolta di canzoni originali. Una ricerca e allo stesso tempo una sorta di riconoscimento tra artisti e amici che ritrovano insieme finalmente uno spazio e un luogo dove \u201cmusica e parole fanno da padrone\u201d e dove l\u2019incontro tra creativit\u00e0 e percorsi diversi diventa file rouge di un\u2019avventura musicale \u201cpoeticamente differente\u201d e al tempo stesso un viaggio tutto da inventare.<\/p>\n<p><strong>Andreasbanda (di Andrea Campese), Gabriella Pascale, Giovanna Panza, Gabriella Rinaldi, Massimo Mollo, Peppesmith (Ciro Mattei), Ugo Gangheri, Antonella Monetti, Antonio Del Gaudio, Myriam Lattanzio e Marco Francini <\/strong>sono gli undici artisti che hanno impreziosito questo disco e a cui hanno voluto aggiungere il brano <strong>\u201cAl <\/strong><strong>sud del sud dei santi\u201d <\/strong>del cantautore <strong>Michele Contegno<\/strong>, scomparso nel 2011.<\/p>\n<p>Il CD \u00e8 pubblicato dalla <strong>Polosud Records <\/strong>di Napoli \u2013 di <strong>Ninni Pascale <\/strong>\u2013 storica etichetta napoletana che accoglie sotto la sua ala l\u2019intero progetto consolidandone l\u2019impianto e la vocazione artistica.<\/p>\n<p>Il sottotitolo di <strong>URCA! <\/strong>&#8211; <strong>\u201cCantautrici e Cantautori\u201d <\/strong>&#8211; riflette la natura autorale dei protagonisti e l\u2019intenzione di un progetto che vede finalmente la luce dopo ben 2\u00a0\u00a0 anni di gestazione. Un messaggio in controtendenza che lascia affiorare mondi, voci, colori, anime e temperamenti diversi e attraverso la musica disegna un\u2018orizzonte oltre il tempo difficile di questa pandemia; un segno di speranza e un nuovo margine di manovra per la fantasia e il sogno.<\/p>\n<p>Dei dodici i brani inediti di questo album, gran parte sono stati registrati negli spazi dello studio <strong>Kammermuzak di Carlo di Gennaro <\/strong>con la guida e la produzione artistica e amorevole di <strong>Michele Signore<\/strong>; mentre <strong>Mario Formisan<\/strong>o in arte <strong>4Mix <\/strong>produce il brano di Giovanna Panza. Ninni Pascale, nel suo studio di registrazione <strong>\u201cIl PARCO&#8221;<\/strong>, firma con <strong>Ettore Sciarra <\/strong>la produzione di \u201cVorrei\u201d di Gabriella Pascale e de \u201cLa citt\u00e0 che grida\u201d di Ciro Mattei, oltre naturalmente a pubblicare il cd, anche in veste di editore con <strong><u>Polosud<\/u><\/strong>. Il mastering \u00e8 di <strong>Max Carola<\/strong>, che al <strong>Maxsound Vibe Studio, <\/strong>ha invece registrato e coprodotto \u201cLUPE\u201d di Gabriella Rinaldi.<\/p>\n<p>\u201cUn CD di dodici \u2018veterani\u2019 cantautori napoletani. \u2013 spiega il musicologo e critico musicale <strong>Gianni Cesarini<\/strong>, che ha firmato il booklet del disco \u2013 Viviamo \u201cmala tempora\u201d a tutti i livelli, il degrado culturale \u00e8 lampante, il panorama desolante, muzak a gogo, musica spazzatura nell\u2019epoca del mercantilismo esacerbato, nell\u2019epoca della post-verit\u00e0, della mortificazione della bellezza. E qui abbiamo dodici artisti veri, non dediti al mercimonio, che offrono un variegato florilegio. Dodici diversi stili riflessi da dodici diverse anime, in un percorso che mostra come <em><u>Napoli<\/u><\/em> <em><u>attraverso la storia di pentagrammi assolutamente ineguagliabili sia stata, ed ancora \u00e8,<\/u><\/em> <em><u>una realt\u00e0 musicale e culturale che ci onora e vanta.<\/u><\/em> Dodici cantautori che si esprimono in parte in lingua napoletana e nell\u2019altra in lingua italiana. (&#8230;) I contenuti dei testi <em><u>eludono luoghi comuni e banalit\u00e0 per dirci cose che contano, che importano,<\/u><\/em><em> <u>che scuotono la coscienza, testi che a volte sono puri lampi di genio, altre, frammenti<\/u> <u>poetici<\/u><\/em>\u201d.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><em>Di seguito la\u00a0 prefazione sul booklet di Gianni Cesarini:<\/em><\/p>\n<p>Giunsi nella seconda met\u00e0 degli anni Settanta all\u2019attivit\u00e0 di musicologo con la ferma decisione d\u2019abbracciare tutti i generi musicali e distinguermi come critico incorruttibile (mai chiesto soldi o favori ai musicisti, rifiutato anche gli inviti a cena). Non mi si permise di agire a 360 gradi e la musica napoletana di quel tempo non potetti seguirla, impegnato prevalentemente sul fronte della musica mal definita \u201cclassica\u201d. Per cui, non ebbi tempo per seguire il Neapolitan Power, la Vesuwave il grande fenomeno del rock napoletano come pure la canzone d\u2019autore napoletana. Cos\u00ec per i troppi conflitti e limitazioni un giorno decisi di lasciare il giornalismo ed emigrare e cambiare attivit\u00e0 pur mantenendo vivo il mio amore per le musiche. Da qualche anno con mia sorpresa e gioia, vari musicisti napoletani mi inviano dischi e spesso ho scritto recensioni per il mio blog. Alla richiesta di scrivere la prefazione all&#8217;interno del booklet di un CD di dodici \u201cveterani\u201d cantautori napoletani, che non comprende quelli che hanno raggiunto la grande celebrit\u00e0 come Pino Daniele, Eduardo Bennato o Enzo Avitabile, ho risposto con entusiasmo, anche e soprattutto per arricchire la mia conoscenza in questo campo. Viviamo \u201cmala tempora\u201d a tutti i livelli, il degrado culturale \u00e8 lampante, il panorama desolante, muzak a gogo, musica spazzatura nell\u2019epoca del mercantilismo esacerbato, nell\u2019epoca della post-verit\u00e0, della mortificazione della bellezza. E qui abbiamo dodici artisti veri, non dediti al mercimonio, che offrono un variegato florilegio. Dodici diversi stili riflessi da dodici diverse anime, in un percorso che mostra come Napoli attraverso la storia di pentagrammi assolutamente ineguagliabili sia stata ed ancora \u00e8, una realt\u00e0 musicale e culturale che ci onora e vanta. Dodici cantautori che si esprimono in parte in lingua napoletana e nell\u2019altra in lingua italiana. Dodici diversi stili musicali dei quali non ci preme molto individuare ascendenze, citazioni, grado di contaminazione con generi di altre culture e Paesi. Ci\u00f2 che importa sono i contenuti dei testi che eludono luoghi comuni e banalit\u00e0 per dirci cose che contano, che importano, che scuotono la coscienza, testi a volte con lampi di genio o frammenti poetici. Musiche che vanno ben oltre il \u201cmi piace\u201d o \u201cnon mi piace\u201d perch\u00e9 intessute del sentire pi\u00f9 autentico, che \u00e8 sempre quello generato dall\u2019emisfero meno contaminato dal raziocinio : quello dell\u2019anima.<\/p>\n<p>Apre la compilation \u201cUno si sveglia\u201d di AndreasBanda con una canzone di atmosfera postpunk. \u201cUno si sveglia e non c\u2019\u00e8 niente fare\u2026 uno si sveglia e sega le catene.. uno si sveglia e splende.\u201d Un invito a non arrendersi all\u2019apatia o di fronte alle difficolt\u00e0 dei tragici tempi che stiamo vivendo. Fare luce sull\u2019oscurit\u00e0. La melodia \u00e8 costruita in modo che la frase \u201cUno si sveglia\u201d sia ogni volta sorretta da note ed atmosfere diverse per mantenere alta l\u2019attenzione di chi ascolta, sospenderlo\u2026 Un buon inizio. Voce storica dei Walhalla dei meravigliosi anni Ottanta, Gabriella Pascale cantando \u201cVorrei\u201d, in italiano, con musica latineggiante, ci riporta con maestria e grande ricchezza espressiva alla struggente bellezza della Napoli del post-guerra: \u201cDi Napoli com\u2019era e non \u00e8 pi\u00f9\/ Echi troppo vicini della guerra\/ Dolente la tua bellezza cade gi\u00f9.\u201d L\u2019unico dei dodici artisti che non \u00e8 pi\u00f9 tra noi e Michele Contegno, di cui poco si sa. La sua \u201cA Sud del Sud dei santi\u201d \u00e8 un piccolo scrigno che rivela grande cultura, visione profonda e acuta della realt\u00e0, amore per Brassens, fraseggio e tono vocale che ricordano Guccini. Una canzone da ascrivere per messaggio e scrittura poetica ed intensit\u00e0 interpretativa tra i capolavori della canzone d\u2019autore italiana. Giovanna Panza, voce sensuale, musicalit\u00e0 schiettamente mediterranea, autrice con un suo non banale mondo espressivo che ruota intorno al tema dell\u2019amore. Il suo CD \u201cAmarangre\u201d pubblicato nel dicembre 2012 meritava maggiore attenzione. \u201cAddore \u2018e primavera\u201d arricchisce questo album con un tocco squisitamente leggero, opportuno in un momento storico oscuro, drammatico. Massimo Mollo della sua &#8220;Pezza Rossa&#8221; racconta che \u00e8 \u201cnata\u201d dall&#8217;amicizia con uno dei pi\u00f9 grandi poeti del 900: Izet Saraijlic, considerato il pi\u00f9 grande poeta balcanico. \u201cUna sera di anni fa, dopo un paio di bottiglie di grappa bevute insieme, decidemmo di fare il nuovo governo socialista mondiale in cui io ero ministro della cultura e lui chiaramente presidente, ma poi ripiegammo sull&#8217;essere sindaci comunisti di Napoli di Salerno\u2026.la canzone non \u00e8 altro che un bilancio di un artista, comunista, napoletano.\u201d Posso dire di condividere pienamente la sua visione politica e difenderla nonostante si sia rivelata perdente nella nostra povera Italia. E d\u2019apprezzare al sommo grado ci\u00f2 che ci dice, sul raffinato arrangiamento musicale della figlia Martina. Gabriella Rinaldi, artista di vasta e variegata storia, in \u201cLupe\u201d ci offre un saggio della sua maestria vocale e rara abilit\u00e0 nell\u2019intrecciare parole evocatrici di sogni, passione, dolore\u2026 ammantate di musica che avvince con la sua ricchezza d\u2019atmosfere in un viaggio sonoro che sembra avere la sua genesi nel mondo ispanico. Ciro Mattei, artista colto, di una creativit\u00e0 sommamente originale, sorprende \u201cLa citt\u00e0 che grida\u201d per la coinvolgente complessa musicalit\u00e0 di salde radici mediterranee che danno vita a un mondo sonoro rievocante tra l\u2019altro il cosmopolita gypsy punk dei Gogol Bordello. Pi\u00f9 raffinato del vulcanico e irriverente ucraino Eugene H\u00fctz, Mattei propone una canzone dalla musica trascinante e sottilmente ironica a ricco sostegno di parole dettate da una visione acuta del dramma di una societ\u00e0 tragicamente in declino, in cammino verso il nulla. Anima pura, creatore di sonorit\u00e0 intense che inglobano molteplici stili fusi con rara maestria, Ugo Gangheri in \u201cAdduormame\u201d sogna l\u2019utopia di un mondo pi\u00f9 giusto che vede annegare l\u2019ignoranza con parole evocative non prive di guizzi poetici e sorrette da una melodia che tocca il cuore, melodia di matrice fortemente napoletana, di una Napoli cosmopolita. \u201cLa strada dentro te\u201d, opera di Antonella Monetti, artista di solida preparazione musicale e teatrale; \u00e8 un canto d\u2019amore di straordinaria intensit\u00e0, non l\u2019amore cieco che spesso porta a roventi delusioni bens\u00ec l\u2019amore basato sulla comprensione profonda dell\u2019altro. Testo creato con intelligenza, musica pertinente che avvince, voce luminosa che affascina per la finezza del fraseggio, la dinamica calibrata senza eccessi. Antonio del Gaudio sorprende con una insolita bella e tristemente ironica ballata \u201cPrima di morire\u201d che come lui stesso afferma: \u201cCon introduzione ispirata ai minuetti barocchi, si allaccia al filone espressionista dove la metrica del testo non viene quasi mai rispettata per pungolare una melodia liricamente efficace ma che viene volutamente mortificata dalla asincronia del cantato. Inno al suicidio per amore ma con il monito di salvare la dignit\u00e0 e l\u2019integrit\u00e0 del dolore che si cova nel petto per l\u2019abbandono\u201d. Miyriam Lattanzio si distinse nella seconda met\u00e0 degli anni Ottanta come interprete di canzoni classiche napoletane per poi intraprendere il cammino di autrice capace di dare accenti nuovi alla gloriosa tradizione, base della sua genuina musicalit\u00e0, creando melodie e testi che non lasciano indifferenti, grazie anche a una voce dal timbro argenteo capace d\u2019 inflessioni strumentali, ricchezza di accenti e colori, e di un vibrato sempre funzionale ad un\u2019espressivit\u00e0 raffinata. Chiude in bellezza Marco Francini: con \u201cProteggi la terra mia\u201d ha creato una ballata popolareggiante, un vero inno al suo Sud con rimembranze del suo amato Domenico Modugno cantando anche in siciliano con la fine creativit\u00e0 che lo distingue.<\/p>\n<p>Gianni Cesarini. Lanzarote 25 ottobre 2020<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>URCA ! Cantautrici e Cantautori \u00a0URCA! 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